|
Il tecnico più vincente della storia della Nazionale Italiana ha ufficializzato le atlete che parteciperanno alla preparazione estiva in vista del World Grand Prix 2012 e soprattutto delle Olimpiadi. Nella conferenza stampa non si è fatto mistero che il WGP non sarà un obiettivo stagionale, ma servirà per testare giocatrici meno esperte a un'esperienza internazionale, permettendo alle veterane una preparazione più tranquilla rispetto al vortice delle tappe della manifestazione intercontinentale. Il grande obiettivo è l'Olimpiade, la medaglia che manca ad una Nazionale che dal 2002 in poi ha vinto tutto, il tassello che manca ad un gruppo che ha scritto la storia del volley internazionale. Si può quindi presupporre, interpretando ancora le parole di Barbolini che avremo un gruppo composto da Lo Bianco, Anzanello, Arrighetti, Gioli, Costagrande, Guiggi, Del Core, Piccinini, Cardullo, Croce che resterà in ritiro con il CT, mentre le altre si alterneranno (con qualche inserimento proveniente dal primo gruppo) al WGP sotto la guida di Marco Bracci. Su queste convocazioni credo che si possano fare due tipi di considerazioni, sempre nel pieno rispetto delle scelte dello staff della Nazionale. Si può fare una considerazione relativa alla vita di questa Nazionale: in quest'ottica le scelte trovano una loro spiegazione in ciò che le atlete convocate hanno fatto in maglia azzurra nel recente passato; si può quindi considerare il contributo di chi ha saputo difendere i colori azzurri in campo e - più in generale - nel gruppo, reputando un sicuro merito la capacità di allenarsi e stare in panchina con professionalità e umiltà.
|
|
Leggi tutto >
|
|
Foppa, Scavo, Villa, Asystel... Sono questi i nomi che si è portati ad immaginare al vertice della classifica del campionato. Tra le squadre più costanti ed entusiasmanti degli ultimi anni capaci di ambire alla vetta c’è, però, anche quella della Yamamay Busto Arsizio.
Predestinata sin dal nome, la Futura Volley Busto Arsizio viene fondata nel 1970 con il nome di Pallavolo Cislago prima e Cistellum Volley poi, ed arriva nel campionato di A2 per la prima volta nel 1989; ottiene la promozione in A1 nel 1994/95 con il nome di Preca Moda Cislago e, accompagnata dallo sponsor Brums, viene successivamente retrocessa in A2 nel 1997/98. Dopo solo un anno in serie minore la squadra ora con sede a Busto Arsizio, ottiene l’accesso alla serie A1 per poi ritornare in A2 l’anno successivo. Nel 2006/2007 con il sopraggiungere dello sponsor Yamamay, la squadra si riprende la massima serie.
|
|
Leggi tutto >
|
|
Quando si verifica un'ingiustizia ci si dovrebbe indignare: anzi ci si deve indignare. A maggior ragione nello sport, dove i valori sono assoluti e gratuiti. E qui l'ingiustizia c'è. L'oggetto è il "caso Novara": una società che prepara, pianifica e attua la propria campagna acquisti investendo su giovani atlete straniere (Veljkovic, Malagurski, Nomikou) ma le carte in tavola cambiano. Anzi spariscono. La regola dice che non c'è limite alle under 22 straniere se ci si impegna a schierare almeno quattro italiane in campo. Ma quel "se", a meno di una settimana dall'inizio del campionato, è stato cancellato. Così l'Asystel Volley si ritrova con una rosa fuori norma, senza però aver violato regola alcuna. La Lega Volley rimanda alla FIPAV, la FIPAV invita Novara a rispettare le regole: già, ma quali? E se poi domani cambiassero ancora? Chi garantisce le atlete? Chi garantisce lo staff, i tifosi? Chi garantisce gli sponsor (quei pochi) che investono nel volley? Chi garantisce la passione? Perché il punto è la passione che sta dietro ogni squadra, ogni partita, ogni pallone che cade. Qui il caso non è solo Novara: qui il caso è preservare la pallavolo.
|
|
Leggi tutto >
|
|
Si abbassano i riflettori sul campionato europeo italo-serbo e la nostra Nazionale rientra dalle finali di Belgrado con il quarto posto. Giusto un passo dal podio, le Azzurre sono sempre tra le prime squadre continentali ma non si può nascondere la delusione per chi deteneva il titolo da quattro anni.
Certo riconfermarsi è più difficile che affermarsi e, come detto, un quarto posto non è da buttar via ma il modo in cui è arrivato lascia l'amaro in bocca.
Sia chiaro che chi ci ha sconfitto (Germania e Turchia) hanno meritato e, sia nella semifinale che nella finale per il terzo posto le avversarie hanno messo in campo sicuramente qualcosa in più.
Onore dunque a Guidetti e alla "sua" Germania che conquista un argento (cedendo solo al tie-break alle padrone di casa serbe) e alla Turchia della top-scorer Darnel.
Spesso i numeri non rendono giustizia, ma stilando un primo bilancio dobbiamo notare che abbiamo perso 3 partite su 7, con 13 set vinti e 11 persi. Non è un rullino di marcia entusiasmante.
Il nostro girone di qualificazione non era affatto morbido, l'abbiamo superato da primi in classifica, lasciando dietro Turchia, Azerbaijan e Croazia.
Poi, nei quarti, è arrivata l'Olanda di Manon Flier, una riedizione della finale del 2009.
E' stata la miglior partita dell'Italia oltre che per prestazione singola e corale anche per la grinta e la determinazione messa sul taraflex. Ma di quel carattere non è sembrato rimanere traccia nella semifinale contro la Germania, dove avversarie praticamente perfette in ogni fondamentale (e rinforzate dal rientro di Grün dopo una pausa dedicata al beach volley), ci hanno letteralmente annichilito.
|
|
Leggi tutto >
|
|
Questa volta forse ci andrò giù duro, ma credo che ogni tanto sia necessario lasciare da parte i giri di parole.
E' notizia di pochi giorni fa che la pallavolo in Italia sia seconda solo al calcio in quanto a numero di tesserati. Grande notizia che non fa altro che aumentare l'orgoglio di tutti gli innamorati di questo sport, uno dei pochi che di questi tempi permette ancora alle famiglie di andare con gioia e tranquillità ad assistere alle partite nei palazzetti, godendosi lo spettacolo seduti fianco a fianco ai tifosi della squadra avversaria. Uno sport che continua ad andare avanti e a crescere soprattutto grazie alla passione e ai sacrifici di migliaia di giovani e meno giovani che dedicano le loro ore ad allenarsi in palestre che spesso hanno a malapena una rete; giovani e meno giovani che impegnano il loro tempo ad insegnare le basi del volley ai bambini, cercando di trasferirgli tutta la passione per questo sport che richiede tanti sacrifici e non regala né soldi e né fama da star; giovani e meno giovani che sacrificano i loro risparmi per affrontare trasferte lunghissime pur di godere dal vivo, almeno per una volta, delle gesta dei loro beniamini; giovani e meno giovani che si alzano nel cuore della notte, sacrificando diverse diottrie davanti ad un pc, pur di tifare per la Nazionale (senior, juniores, pre-juniores, basta che sia!) e soffrire o gioire con loro nei momenti importanti.
|
|
Leggi tutto >
|
|
Leggo oggi il bell'articolo su Vivovolley di Mirtillino che mi stimola alcune osservazioni.
Articolo bello per due motivi principali: innanzitutto per la passione che si evince da quelle righe, una passione profonda e pulita che vuole salvaguardare i valori più veri della pallavolo.
In secondo luogo perché condivido appieno le osservazioni preoccupate su quel che accade intorno al volley.
Rispetto è una parola semplice da scrivere o pronunciare ma davvero difficile da mettere in atto. A tutti richiede uno sforzo e un bagno d'umiltà. Ma questi sacrifici sono necessari e indispensabili se si dichiara di amare davvero questo sport.
Uno sport di squadra, come richiamato nell'articolo di vivovolley, dove il pubblico è virtualmente parte di questa squadra più che in altri sport, dove gli appassionati possono spesso interagire con le loro beneamine.
I mezzi di comunicazioni più immediati come i forum, le chat e i social network portano tuttavia alla ribalta un aspetto che non può che ferire chi ama la pallavolo.
L'idea che questo tipo di comunicazione non debba avere filtro, a cui ognuno ha un diritto di accesso indiscriminato e totale pone, a mio avviso, un problema determinante.
La libertà di espressione è un principio alto e inviolabile, ma questa libertà termina dove inizia la libertà altrui, dove l'espressione diventa turpiloquio o offesa.
Allo stesso modo, il diritto di critica che ognuno ha il dovere di esercitare trova dei confini naturali nel rispetto delle persone e nel loro lavoro.
Concretamente avviene che sia davvero frequente leggere critiche spietate e offensive verso la nostra Nazionale e i suoi protagonisti, in questi giorni impegnati nel World Grand Prix.
La riconoscenza nello sport non è un valore, lo è per chi umanamente si sente coinvolto in questo sentimento, ma non la si può pretendere: tuttavia la fiducia viene costruita mattone dopo mattone, partita dopo partita e palla dopo palla.
|
|
Leggi tutto >
|
|
Il 18 febbraio la commissione della FIPAV ha deliberato una squalifica di tre mesi al tecnico dell'Asystel Novara, Giovanni Caprara.
Qui il comunicato della FIPAV.
Come si legge dal comunicato, il tecnico ha pronunci...ato frasi che definiamo sicuramente infelici e certo non eleganti.
|
|
Leggi tutto >
|
|
|