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Curiosità
La pallavolo nell’ultimo album di Caparezza PDF Stampa E-mail

04-03-2011
 

Altra simpatica iniziativa del Corriere dello Sport che sul suo sito internet, a firma di Leandro De Sanctis, racconta di come Caparezza nel suo ultimo album appena uscito, “Il sogno eretico”, è riuscito ad infilare un po’ di sport alla sua maniera. Calcio e pallavolo compaiono in una strofa della canzone “Cose che non capisco”, una raffica di stranezze d’Italia messe sotto forma di quiz, divise per argomenti. Ecco cosa canta nel secondo argomento del quiz: “Campioni del mondo 2006 e l'anno dopo mondiali di pallavolo, nazionale sul podio, perché non si fa festa perché se ne parla così poco?”. Il cantante di Molfetta, però, si prende una robusta licenza poetica rispetto alla realtà, perchè se è vero che nel 2006 i calciatori di Lippi hanno vinto il titolo mondiale, è altrettanto vero che, purtroppo, l’anno successivo la pallavolo (che ha in calendario i mondiali nelle stesse annate del calcio) non ha fatto altrettanto. Caparezza probabilmente voleva intendere gli Europei femminili, vinti trionfalmente dalle azzurre di Massimo Barbolini, che poi bissarono l’impresa in Polonia nel 2009. La pallavolo chiude un occhio e ringrazia per la citazione.

fonte: federvolley.it

leggi l'articolo del Corriere dello Sport qui

guarda il video di "Cose che non capisco" di Caparezza

 
Volley Tattoos PDF Stampa E-mail

Chissà se c'entra la scaramanzia per qualcuna di loro, certo il tatuaggio è qualcosa di importante che ti lega per sempre a un simbolo.

E quale simbolo è più comprensibile di una scritta? Così Chiara Negrini e Leo Lo Bianco hanno siglato la loro amicizia nel "semper" che hanno sul braccio e sull'avambraccio.

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Pallavolo in carta animata PDF Stampa E-mail

Siamo tutte un po' Mimì

Il 1981 in Italia è l'anno della svolta per quanto riguarda la popolarità della pallavolo femminile.

In tv sbarca “Quella magnifica dozzina”, cartone animato giapponese in 104 episodi, tratto dal manga “Attack No.1” che ha come protagonista la piccola, ma straordinaria Mimì Ayuhara (Kozue Ayuhara nella versione originale).

Cosa abbia spinto i produttori italiani a scegliere un titolo emulo dei vecchi (allora attuali) film western, è tuttora ignoto e forse lo sarà per sempre. Fortunatamente dopo 26 episodi il titolo viene cambiato e da allora per tutti sarà: “Mimì e la nazionale di pallavolo”. L'effetto sulle bambine (e anche sui bambini) che all'epoca avevano un'età che andava dai 5 anni in su, è ciclopico. Mimì in Italia riesce in ciò in cui aveva fallito poco prima di lei “Jenny la tennista”: migliaia di ragazzine si catapultano ad affollare le palestre coltivando il sogno di diventare un giorno la nuova stella della pallavolo.

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Origini della pallavolo PDF Stampa E-mail
Quando è nata la pallavolo...
William G. Morgan, istruttore di educazione fisica presso l'YMCA College di Holyoke, Massachusetts, il 6 febbraio 1896 tenne una conferenza ad alcuni insegnanti di educazione fisica su un gioco da lui ideato: la minonette (il nome deriva da quello di un gioco settecentesco con la palla). E' in pratica questa la data di nascita della pallavolo.
Da minonette a volleyball
La neonata minonette, per diventare volleyball, dovette percorrere 100Km. Da Holyoke si trasferì nel College di Springfield, dove Morgan trovò in Albert T. Halstead un adepto realista che trasformò la minonette in volleyball.
Il significato di volleyball
Volleyball, che è la traduzione inglese di pallavolo, deriva da "volley" che vuol dire "raffica/colpo violento" o, nel gergo del tennis, "colpo al volo". Invece di pallavolo si potrebbe perciò tradurre "palla sparata"!
La pallavolo e l'Europa antica
In Italia, nel Medioevo, veniva giocata una specie di pallavolo, le cui origini si possono addirittura ritrovare in antichi giochi greci e romani. Dall'Italia il gioco fu esportato in Germania verso la fine dell'800 dove prese il nome di "Faustball" (die Faust=pugno + der Ball=palla = "pallapugno"). Tutti questi giochi, comunque, differivano alquanto da quello ideato da William G. Morgan.
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