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Federica Stufi nasce a Firenze il 22 marzo del 1988 e ricopre il ruolo di centrale. La sua carriera da pallavolista inizia nel 2004 quando approda al Club Italia dove gioca per 2 stagioni. Nel 2006 lascia il Club Italia per giocare in A2 con l’ Esperia Cremona e i due anni nella squadra lombarda la lanciano in A1; infatti, nella stagione 2008-2009, gioca a Chieri e in quella successiva a Piacenza. Nel 2010 ritorna in A2 ingaggiata dal Biancoforno Volley Santa Croce ma la sua permanenza in A2 dura solo una stagione perché nel 2011 fa il suo ritorno in A1 con la maglia di Villa Cortese. Federica Stufi con la maglia azzurra ha vinto nel 2006 il campionato europeo juniores, nel 2007 la medaglia di bronzo al World Grand Prix in Cina e nel 2009 vince la medaglia d’oro alle Universiadi. La Stufi vista la giovane età ha un grande futuro davanti a sé e nonostante alcuni problemi di salute riscontrati nel 2010 lei non si è mai arresa, ha lottato per continuare a giocare a pallavolo e non ha mai perso il sorriso.
Iniziamo dalla stagione appena terminata, com’è stato vivere da protagonista le ultime gare della finale scudetto? - E' stata un'emozione unica e inaspettata,sicuramente abbiamo espresso una bella pallavolo e di ció sono contenta
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Come notate, abbiamo inserito il player di Sportube.tv nel nostro sito. E' un modo nuovo di trasmettere eventi sportivi, una televisione che funziona esclusivamente in streaming e che a noi appassionati di volley consente di seguire settimanalmente numerose partite. Così abbiamo deciso di chiedere un'intervista a Walter Astori, telecronista di punta della web-tv: lo ringraziamo calorosamente anche per il supporto che ha sempre dimostrato verso la candidatura di Eleonora Lo Bianco a portabandiera azzurra che abbiamo sostenuto in questi mesi. Ci ha raccontato le sue esperienze, le sue emozioni e il suo lavoro: vi invitiamo a seguire Sportube e le telecronache di Walter, dandovi l'opportunità di conoscerlo un po'!
Qual è stata la prima partita di pallavolo alla quale hai assistito?
Domanda difficilissima. Era il lontano 1997-98 ed a scuola mi regalarono i biglietti per la partita Piaggio Roma-Forlì. Nella Piaggio Roma giocava un “certo” Andrea Lucchetta ed ero emozionatissimo all’idea di poterlo vedere dal vivo.
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Non ha ancora compiuto sedici anni, ma tutte le settimane cerca di dare del filo da torcere a mostri sacri del volley che hanno alle loro spalle anni di esperienza nei palazzetti di tutto il mondo. Lei è Alice Degradi, schiacciatrice della Riso Scotti Pavia, classe 1996, 181 cm di altezza e un sorriso che esprime tutta la gioia di chi vive un'adolescenza speciale, alle prese con un sogno che si mischia alla realtà.
Cresciuta nel vivaio pavese, Alice già dalla scorsa stagione ha iniziato a prendere confidenza con i taraflex della A1 e quest'anno, parte del progetto di rinnovamento della società, si sta facendo notare in maniera positiva all'interno di un gruppo magari inesperto, ma sicuramente coeso e combattivo.
Su nostra richiesta, si è messa subito a disposizione per rispondere ad alcune domande per provare a conoscerla meglio.
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Di certo non è una donna che si lascia impressionare dai cambiamenti, ma che, al contrario, ci si butta con la determinazione di che sa bene a cosa va incontro.
Stiamo parlando di Marika Serafin, classe 1977, veneta di Oderzo, neo acquisto del Fakel Novy Urengoj - team militante nel massimo campionato russo - in qualità di preparatrice atletica.
La stagione 2011-2012 per Marika rappresenta infatti l'inizio di una nuova era professionale: dalla giocatrice che mette a terra le palle-punto durante le partite, alla preparatrice che mette in condizione le giocatrici di dare il massimo. Insomma, una svolta professionale che richiede un discreto coraggio.
La sua carriera da giocatrice professionista ha inizio nel 1992 a Modena, in B2, città in cui rimane fino al 1996, conquistando ben due Coppe delle Coppe; poi nella sua carriera ci sono state Castelllanza, Padova, Conegliano, la Russia, il ritorno a Conegliano, la Germania e ancora Conegliano per concludere la carriera da giocatrice.
Recentemente l'abbiamo vista anche in prima serata su Rai1, protagonista di una gradita sorpresa alla sua amica ed ex compagna di squadra a Conegliano, Luciana Do Carmo, che grazie a Marika ha potuto riabbracciare la sua famiglia che non vedeva da tempo. Una Serafin in continuo movimento dunque, che non si tira indietro davanti alle novità né quando si tratta di fare qualcosa per gli altri, come per le tante iniziative a favore dei giovani alle quali non nega mai la collaborazione; un'atleta che con la forza del suo carisma, dei suoi sguardi e dei suoi modi pacati in campo, ha sempre fatto sì che chiunque parli di lei, possa spendere esclusivamente parole di stima nei suoi confronti; una Marika Serafin che col coraggio e la disponibilità di cui abbiamo parlato, ha trovato il tempo per fare due chiacchiere anche con noi!
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Non ha ancora compiuto 19 anni, ma ha già avuto l'onore di vestire la maglia azzurra e di appendere al collo una medaglia d'oro ai Campionati Europei Juniores del 2010.
Lei è Letizia Camera, seconda alzatrice dell'Asystel, dietro ad un'altra delle più promettenti alzatrici azzurre: Marta Bechis. Il suo Club, l'Asystel Novara, è di quelli che, ai problemi economici, hanno saputo sopperire col cuore, la passione e la volontà, tanto da riuscire ad appassionare anche i tifosi dei club avversari.
Così la stagione 2010/2011 appena conclusa, ha visto le “Asystelle” lottare contro colossi della pallavolo, incassando dignitosamente le sconfitte e agguantando con la forza del gruppo (oltre che del talento e del sacrificio) grandi vittorie che hanno portato la squadra fino alle semifinali dei play-off scudetto.
E i meriti di questa stagione da favola di Novara, sono senza dubbio anche di questa giocatrice con la faccia ancora da cucciola, che però non ha mai sbagliato un colpo ogni volta che è stata buttata nella mischia, dimostrando grande maturità, una maturità che traspare anche dalle risposte alle domande che noi le abbiamo rivolto.
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C’era una volta una giovane ragazza che si mise in viaggio da Castel Guelfo, l'accogliente cittadina ai piedi delle verdi colline bolognesi, per inseguire il proprio sogno fatto di pallavolo a tutto tondo, tra indoor e beach volley. Ma quella di Giada Benazzi, atleta che da 2 stagioni è in forza alla Spes Conegliano, società veneta di A1 femminile, non è più una favola, ma una magnifica realtà.
Giada, o Giadina per gli amici, ha gli occhi decisi di chi i propri sogni li realizza da sola, senza lamentarsi se gli altri non ti aiutano. Diciannove anni, emiliana doc e orgogliosa di esserlo, ha lasciato la famiglia per partire per Conegliano, dove non ci sono sconti, specie se sei giovane e vuoi emergere. Una stagione particolare quella della squadra veneta, passata dal primo posto a sorpresa ad una prematura eliminazione negli ottavi dei playoff ad opera di Perugia. Una stagione che Giada non dimenticherà mai, tra Conegliano e la squadra satellite di Belluno in B2, che ha conquistato una salvezza difficile.
Giada è determinata e il carattere ce l’ha e non lo sta forgiando solo sul campo di gioco, ma anche affrontando le sfide quotidiane di voler essere indipendente davvero fin da giovanissima. Incontro Giada davanti ad un buon caffè e le propongo una piacevole chiacchierata per ripercorrere la sua storia di vita e di volley per conoscerla e scoprirla in tutte le sue sfaccettature.
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E' la stagione 1991-92 quando lo strapotere dell'Olimpia Teodora Ravenna (11 scudetti consecutivi) viene interrotto dal Calia Matera che sconfigge le ravennati nelle semifinali dei play-off e si laurea poi Campione d'Italia per la prima volta nella storia della società materana.
Ad ottenere quello storico successo contribuì, tra le altre, Consuelo Mangifesta, schiacciatrice abruzzese che con la società lucana conquisterà 4 scudetti, 3 Coppe Italia, 2 Coppe dei Campioni, 2 Coppe CEV e 1 Supercoppa Europea nell'arco delle successive stagioni.
Dopo il decennio d'oro a Matera, costellato di successi sia a livello nazionale che internazionale, Consuelo si trasferisce a Perugia con cui vince una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana; nella stagione 2001-2002 prova l'esperienza all'estero e si trasferisce in Spagna per giocare col Tenerife e arricchire il suo palmarès personale con un titolo di Campione di Spagna e una Coppa della Regina.
Nel 2002, dopo una sola stagione in Spagna, rincomincia a schiacciare nei palazzetti della serie A1 italiana col Vicenza e, dopo 18 anni di pallavolo giocata nella massima serie, con 85 presenze in Nazionale, chiude la sua carriera nel 2003 a Spezzano, passando per Modena.
La pallavolo però è il suo mondo e così continua a frequentare i palazzetti ricoprendo incarichi dirigenziali per varie società e ammaliando gli appassionati del volley nelle vesti di commentatrice tecnica per la RAI, durante le telecronache sia del Campionato femminile che degli incontri della Nazionale. Ultimamente ha dovuto accantonare cuffia e microfono per affrontare una nuova avventura in qualità di responsabile per le relazioni esterne, eventi e comunicazione della Lega Volley.
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A partire dai primissimi anni '80, a ritagliarsi uno spazio nei sogni delle giovani pallavoliste italiane non ci fu solo la fantastica Mimì Ayuhara, ma anche la mitica Olimpia Teodora Ravenna, compagine capace di vincere 11 scudetti consecutivi, 6 Coppe Italia, 2 Champions League e una Coppa del Mondo per Club, affermandosi come una delle società più titolate di tutta la pallavolo italiana.
Protagonista a tutti gli effetti della maggior parte di questa incredibile sfilza di successi, a partire dalla stagione 1982-'83, fu anche Alessandra Zambelli, centrale faentina cresciuta proprio nel vivaio ravennate e che nel 1986 esordì anche con la maglia azzurra, totalizzando 237 presenze e ottenendo una medaglia di bronzo agli Europei del 1989.
La carriera in serie A (A1-A2) della “Ale nazionale”, esempio di grinta e di stile, è sicuramente una delle più lunghe perché dal suo esordio con la Teodora sono dovuti passare 22 anni prima che nel 2004 - stagione in cui vestiva la maglia della Roma Pallavolo, allenata da Manù Benelli - un infortunio la portasse a decidere di abbandonare la pallavolo giocata.
Partenza obbligata: quando hai iniziato a giocare a pallavolo?
Ho iniziato a 10 anni all'Oratorio Salesiani, poi a 15 anni sono entrata nella squadra principale della Teodora, insieme a dei miti come Benelli, Bernardi, Prati, Flamigni, etc.
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Al momento ancora nessuno è riuscito a portarle via il primato di unica atleta sarda ad aver fatto parte della Nazionale Italiana di pallavolo e se anche qualcuno un giorno dovesse riuscire ad indossare quella maglia, dovrà mettersi bene in testa che per eguagliare le sue gesta dovrà versare litri di sudore.
Lei è Rosanna Baiardo, classe 1962, centrale cresciuta nella Silvio Pellico Sassari, una delle due sole giocatrici di serie B ad essere stata convocata direttamente nella Nazionale maggiore di cui ha fatto parte per 119 volte, superando infortuni e una distanza quasi incolmabile con la sua terra e i suoi affetti, a cui è stata costretta da collegiali che duravano mesi e dall'assenza di collegamenti che le permettessero di andare e rientrare in una sola giornata.
Lo sguardo fiero, incorniciato da una chioma di capelli rossi, è probabilmente il segreto di una carriera ricca di soddisfazioni, col valore aggiunto di tanti ostacoli brillantemente superati.
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Nella descrizione del suo fan club su Facebook, si legge: “Quello che il dizionario definisce meraviglia, il resto del mondo chiama Sangiuliano!!” e - certo - si potrebbe subito pensare ad una definizione esagerata dei suoi ammiratori, ma poi conoscendola (anche solo virtualmente come l'abbiamo conosciuta noi) ci si rende conto che la descrizione è perfettamente calzante e non si può non rimanere impressionati positivamente da una persona così bella.
La prima cosa che colpisce di Rachele Sangiuliano è il sorriso che metterebbe di buonumore chiunque e poi quell'attenzione e quella cortesia che usa sempre nei confronti di tutti, amici cari e fan sconosciuti; e ancora quell'occhio sempre attento al sociale. Queste qualità fanno indiscutibilmente di lei una persona e un'atleta da prendere come modello!
L'essenza della “Racu”, come la chiamano in tanti, è racchiusa in 183 centimetri di altezza che contengono un'alzatrice di tutto rispetto, medaglia d'oro ai Campionati del Mondo del 2002, attualmente alla sua ottava stagione in A1, da due stagioni a disposizione della Spes Conegliano.
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